
10 FATTI AFFASCINANTI SULLO SHOU SUGI BAN
Abbiamo scoperto lo Shou Sugi Ban mentre sviluppavamo la nostra prima collezione di mobili organici. La profondità della superficie carbonizzata e il rapporto tra fuoco, legno e artigianato hanno subito catturato la nostra attenzione.
- Shou Sugi Ban è il nome diffuso in Occidente per la tecnica giapponese chiamata yakisugi, cioè cedro o cipresso carbonizzato.
- Il metodo si sviluppò in Giappone per proteggere il legno destinato ai rivestimenti esterni, in particolare il cedro giapponese, chiamato sugi.
- La produzione tradizionale prevedeva spesso tre tavole legate a formare un camino triangolare, all’interno del quale veniva acceso il fuoco per carbonizzare uniformemente le superfici.
- La carbonizzazione modifica lo strato esterno e può migliorare la resistenza a umidità, insetti e deterioramento quando il materiale è preparato, installato e mantenuto correttamente.
- Dopo la carbonizzazione, le tavole vengono raffreddate. Secondo la finitura desiderata, la superficie può essere spazzolata per eliminare il carbone non aderente.
- Si può applicare un olio naturale per valorizzare la venatura e proteggere la superficie.
- L’aspetto finale varia da una texture nera profonda e squamata a tonalità marroni e antracite più morbide.
- La durata dipende dalla specie legnosa, dalla profondità della carbonizzazione, dal clima, dalla posa e dalla manutenzione; un rivestimento yakisugi ben realizzato può durare decenni.
- Il procedimento usa il fuoco per trasformare la superficie del legno e può essere completato con semplici finiture naturali.
- Lo Shou Sugi Ban ha conosciuto una forte rinascita nell’architettura e nell’interior design contemporanei, dove è apprezzato per la texture scultorea, il carattere artigianale e il colore intenso.
Per informazioni scrivi a info@kirschon.com oppure visita su appuntamento lo showroom e la galleria Kirschon in Via Roma 38, 22020 Dizzasco (CO), vicino al Lago di Como.




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